Green pass _ In Gazzetta il nuovo Decreto 
Il Green Pass diventerà obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro dal 15 ottobre prossimo per mettere in sicurezza il Paese da ulteriori ondate di contagio. Il provvedimento approvato nel Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2021 (ed anticipato in bozza dalla Confederazione con la circolare n.188/21 del 17 u.s.) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri _ rubricato come DL n. 127 del 21 settembre 2021 e dunque in vigore da oggi.
Il testo è stato trasmesso alle Camere per la conversione in legge entro i prossimi 60 giorni.
Vediamo di seguito un veloce riepilogo degli obblighi, delle modalità di verifica e delle sanzioni previste.
Obbligo green pass al lavoro: chi è interessato
Per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e del settore privato, sia autonomi che dipendenti, il green pass sarà obbligatorio dal 15 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021,
termine di cessazione dello stato di emergenza.
Sono interessati: dipendenti, collaboratori, lavoratori autonomi, stagisti, volontari che svolgano attività nel luogo di lavoro a qualsiasi titolo in uffici, aziende di qualsiasi dimensione.
Sono esclusi: soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.
Controlli Green pass: come e chi deve farli I datori di lavoro o coloro che svolgono tali funzioni nel pubblico impiego, sono tenuti dunque entro il 15 ottobre 2021 a :
 organizzare un piano di controlli
 nominare gli incaricati

Il decreto prevede che le verifiche possono essere effettuate al momento dell’ingresso in azienda ma dato che il decreto specifica: “prioritariamente al momento dell’accesso” si presume che il controllo possa essere fatto anche anticipatamente, oppure durante l’orario di lavoro.

Inoltre il testo parla di “controlli anche a campione” : quindi risulterebbe possibile non verificare a tappeto tutto il personale ma procedere anche in modo casuale o predisponendo piani di Controlli con modalità personalizzate , sulla base delle esigenze aziendali Da sottolineare l’obbligo per i datori di lavoro, sia pubblici che privati di individuare con atto formale , quindi per iscritto, i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi.

Nel testo del Decreto è anche previsto che le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10 Per i lavoratori autonomi, in particolare i professionisti e consulenti che accedono a luoghi
di lavoro diversi dal proprio, si ipotizza che la verifica sia a cura dei committenti, ma anche su questo aspetto sarà meglio attendere indicazioni più precise dai ministeri competenti.

Vale la pena evidenziare che il decreto non parla di utilizzo della applicazione C19 predisposta per gli esercenti di esercizi commerciali e luoghi di intrattenimento di verifica
dell’identità ma non si esclude che su questo possano giungere nuove indicazioni operative.

Sanzioni per violazioni all’obbligo di green pass nel luogo di lavoro

I lavoratori, nel caso in cui comunichino di non esser e in possesso della certificazione verde COVID-19, o qualora risultino privi della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta
certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto
di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro  compenso o emolumento, comunque denominato.
I lavoratori pubblici sono sospesi dopo 5 giorni di assenza ingiustificata mentre per i dipendenti nel privato la sospensione scatta immediatamente ed è efficace fino al momento
in cui il lavoratore presenta la certificazione verde, sempre con il termine massimo del 31 dicembre 2021.

Da notare che per le aziende con meno di 15 dipendenti il Decreto stabilisce, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, la possibilità per il datore di lavoro di sostituire temporaneamente il lavoratore sospeso per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021.
Ciò fa presumere che sia in arrivo un provvedimento specifico che potrà chiarire le modalità di contrattualizzazione con eventuali sostituti anche se già sono state evidenziate al Ministero del Lavoro le difficoltà nella ricerca di nuovo personale con tempistiche cosi ristrette insieme alla incongruenza della durata della possibile sostituzione.
La sanzione amministrativa per l’accesso senza green pass va da 600 a 1500 euro
La sanzione per i datori di lavoro che non procedano ai controlli va da 400 a 1000 euro.
Le sanzioni saranno irrogate in ogni caso dai Prefetti, su segnalazione dei datori di lavoro.

Novità anche per la durata del Green Pass che adesso si può ottenere subito e non più dopo 15 giorni e avrà durata di 12 mesi dopo la prima dose di vaccino o per chi è guarito.
“A coloro che sono stati identificati come casi accertati positivi al SARS-CoV-2 oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, nonché a seguito del prescritto ciclo, è rilasciata, altresì, la certificazione verde COVID-19 di cui alla lettera c-bis), che ha validità di dodici mesi a decorrere dall’avvenuta guarigione”, si legge sul testo del decreto appena pubblicato

Fonte: CASARTIGIANI