L’art. 37 del Decreto Legge sulle semplificazioni prevede delle nuove disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata, più comunemente conosciuta come PEC, nei rapporti tra Amministrazione, imprese e professionisti.

In particolare la prima modifica che si evidenzia è l’utilizzo del termine domicilio digitale invece che di indirizzo di posta elettronica certificata, andando così a uniformare la normativa al Codice dell’Amministrazione digitale (D.lgs 82/2005) e favorire il percorso di semplificazione e di maggiore certezza delle comunicazioni telematiche tra i vari soggetti.

  • Per le imprese costituite in forma societaria è previsto l’obbligo di indicare nel registro delle imprese il proprio indirizzo di domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020 qualora non avessero già provveduto a tale adempimento. L’iscrizione dell’indirizzo del domicilio digitale nel registro delle imprese e le sue eventuali successive variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.
    Nel caso in cui l’ufficio del registro delle imprese riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa costituita in forma societaria che non ha iscritto il proprio indirizzo di domicilio digitale, avvia la sanzione prevista dall’art. 2630 del c.c. sospendendo la domanda in attesa che questa sia integrata.
    Fatto salvo le imprese societarie di nuova costituzione, quelle che non provvederanno entro il 1° ottobre 2020 a comunicare il proprio domicilio digitale o qualora questo fosse stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese, in caso di domicilio digitale inattivo, sono sottoposte alla sanzione prevista dall’art. 2630 del c.c., in misura raddoppiata. Inoltre l’ufficio del registro delle imprese contestualmente all’erogazione della sanzione assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.p.A. in conformità alle linee guida adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale ed in coerenza con la normativa vigente.
    Infatti il comma 6-ter prevede che il Conservatore dell’ufficio del registro delle imprese che rileva, anche a seguito di segnalazione, un domicilio digitale inattivo, chiede alla società di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro il termine di 30 giorni, decorsi i quali in caso di inadempienza, procede con propria determina alla cancellazione dell’indirizzo dal registro delle imprese avviando la successiva assegnazione d’ufficio.
  • Per quanto riguarda i professionisti, iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato, devono comunicare ai rispettivi Ordini o Collegi il proprio domicilio digitale. Gli Ordini e i Collegi devono pubblicare in un elenco riservato, consultabile in via telematica da parte delle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti e il relativo domicilio digitale. Il professionista che non ottempera a questo obbligo di comunicazione del proprio domicilio digitale è soggetto a diffida ad adempiere entro 30 giorni da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. In caso di ulteriore inadempienza il Collegio o l’Ordine di appartenenza commina la sanzione della sospensione al relativo albo o elenco fino alla comunicazione dello stesso domicilio.
  • Per quanto riguarda le imprese individuali anche in questo caso è previsto che qualora l’ufficio del registro delle imprese ricevesse una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha indicato il proprio domicilio digitale, sospende la domanda in attesa che la stessa sia integrata.
    Le imprese individuali già iscritte che non hanno già provveduto a questa comunicazione devono provvedere entro il 1° ottobre 2020.
    Inoltre fatto salvo il caso di imprese individuali nell’ipotesi della prima iscrizione al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane, le imprese individuali attive che non indicano il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del registro delle imprese, sono sottoposte alla sanzione prevista dall’art. 2194 del c.c., in misura triplicata previa diffida a regolarizzare l’iscrizione del domicilio digitale entro il termine di 30 giorni.
    Anche in questo caso qualora il domicilio digitale risultasse inattivo il conservatore dell’ufficio del registro delle imprese chiede all’imprenditore di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro il termine di 30 giorni, decorsi i quali in caso di inadempienza da parte dell’imprenditore, si procederà con la cancellazione dell’indirizzo dal registro delle imprese, all’erogazione della sanzione e all’assegnazione d’ufficio di un nuovo domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.p.A. in conformità alle linee guida adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale ed in coerenza con la normativa vigente. L’iscrizione del domicilio digitale nel registro delle imprese e le successive modifiche sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.