Dichiarazione annuale Iva, novità per aliquote e rimborsi

Il modello Iva 2015, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 4774/2015, non prevede novità esclusivamente nel quadro VA – illustrate in un precedente commento – della dichiarazione annuale Iva, ma anche in altre sezioni della stessa. In primo luogo, si segnala che le informazioni contenute nell’eliminata sezione 3 del quadro VA sono confluite nel quadro VB, appositamente istituito e riservato all’indicazione dei dati relativi agli estremi identificativi dei rapporti finanziari da parte dei soggetti che intendono avvalersi di quanto previsto dall’art. 2, co. 36-vicies ter, del D.L. n. 138/2011. A questo proposito, si ricorda che, in virtù di tale disposizione, gli esercenti imprese, arti o professioni con ricavi e compensi dichiarati non superiori a 5 milioni di euro che per tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’esercizio dell’attività utilizzano esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante, e nella dichiarazione Iva e in quella dei redditi indicano gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari di cui all’art. 7, co. 6, del D.P.R. n. 605/1973 (banche, Poste Italiane s.p.a., ecc.), in corso nel periodo d’imposta 2014, possono accedere ad uno specifico beneficio: la riduzione alla metà delle sanzioni amministrative previste dagli artt. 1, 5 e 6 del D.Lgs. n. 471/1997.
Nei righi da VB1 a VB7, devono essere riportate le seguenti informazioni: il codice fiscale dell’operatore finanziario rilasciato dall’Amministrazione Finanziaria italiana (colonna 1) oppure, in mancanza, il codice di identificazione fiscale estero (colonna 2); la denominazione dell’operatore finanziario (colonna 3); il tipo di rapporto, utilizzando uno dei codici riportati nella tabella sottostante (colonna 4).
Nel quadro VE, nella sezione 2 “Operazioni imponibili agricole e operazioni imponibili commerciali o professionali”, è stato soppresso il rigo relativo all’indicazione delle cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette all’aliquota del 21%, in quanto nell’anno solare 2014 l’Iva ordinaria è sempre stata applicata nella misura del 22%: conseguentemente, i righi della successiva sezione 3 “Totale imponibile e imposta” sono stati rinumerati.
Nella sezione 4 “Altre operazioni”, il rigo VE30 è stato implementato con l’introduzione del nuovo campo 5 “Operazioni assimilate” alle cessioni all’esportazione: è stato, inoltre, ridenominato il rigo VE34 in “Operazioni non soggette all’imposta ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies”, accogliendo, pertanto, i dati relativi alle fattispecie esposte nel rigo VE39 del modello Iva 2014. Sotto lo specifico profilo compilativo, nel rigo VE34 deve essere indicato il totale delle cessioni di beni e prestazioni di servizi non soggette ad Iva per carenza del presupposto territoriale, per le quali è stata emessa la fattura ai sensi dell’art. 21, co. 6-bis, del D.P.R. n. 633/1972: tali operazioniconcorrono, pertanto alla formazione del volume d’affari, a norma dell’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972 (C.M. n. 12/E/2013).
Nel quadro VF, analogamente al quadro VE, nella sezione 1 “Ammontare degli acquisti effettuati nel territorio dello Stato, degli acquisti intracomunitari e delle importazioni” è stato soppresso il rigo relativo all’indicazione delle operazioni passive con aliquota Iva del 21%: conseguentemente, i righi della successiva sezione 2 “Totale acquisti e importazioni, totale imposta, acquisti intracomunitari, importazioni e acquisti da San Marino” sono stati rinumerati. Nella sezione 3-A “Operazioni esenti”, il rigo VF34 è stato implementato con l’introduzione del campo 8 “Operazioni artt. da 7 a 7-septies senza diritto alla detrazione”, al fine di tenere conto – in sede di determinazione del pro-rata di detrazione – delle operazioni non soggette, già comprese nel rigo VE34, che non danno diritto alla detrazione. A questo proposito, si ricorda che l’art. 19, co. 3, lett. b), del D.P.R. n. 633/1972 riconosce la detrazione con riferimento alle operazioni non soggette che, se effettuate nel territorio dello Stato, attribuirebbero il diritto alla detrazione.
È stato, inoltre, modificato il rigo VX4, al fine di recepire le modalità di esecuzione dei rimborsi – in presenza degli immutati presupposti di cui all’art. 30 del D.P.R. n. 633/1972 (campo 3) – previste dal novellato art. 38-bis del Decreto Iva, per effetto della riformulazione operata dall’art. 13 del D.Lgs. n. 175/2014, entrato in vigore il 13 dicembre 2014: in particolare, sono stati eliminati i campi riservati ai contribuenti virtuosi, inserendo il nuovo campo 6, riguardante i soggetti passivi Iva non tenuti alla prestazione della garanzia, i quali devono indicare il codice “1” se la dichiarazione annuale è munita del visto di conformità – o della sottoscrizione da parte del soggetto incaricato della revisione legale dei conti – e della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la sussistenza della condizioni di cui all’art. 38-bis, co. 3, lett. a), b) e c), del D.P.R. n. 633/1972. Deve, invece, essere utilizzato il codice “2”, qualora il rimborso sia richiesto dal curatore del fallimento o dal commissario della liquidazione coatta amministrativa, mentre il codice “3” è riservato all’istanza di restituzione formulata da una società di gestione del risparmio di cui all’art. 8 del D.L. 25 settembre 2001, n. 351. È stato pure introdotto lo spazio riservato alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio, per attestare la condizione di operatività e la solidità patrimoniale.
Per quanto concerne, invece, il quadro VO, nella sezione 2 “Opzioni e revoche agli effetti delle imposte sui redditi”, sono state introdotte le caselle per le comunicare le opzioni esercitate dalle società agricole e da quella costituite da imprenditori agricoli (art. 1, co. 1093 e 1094, della Legge n. 296/2006): in primo luogo, la casella 1 del rigo VO23 deve essere barrata dalle società di persone, s.r.l. e cooperative che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. n. 99/2004, ed intendono comunicare l’opzione per la determinazione del reddito agrario ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. n. 917/1986. L’opzione è vincolante sino a revoca (da segnalare nella casella 2) e, in ogni caso, per almeno un triennio. È stata pure inserita la casella 1 del rigo VO24 deve essere barrata dalle società di persone e dalle s.r.l. costituite da imprenditori agricoli che intendono comunicare l’opzione per la determinazione del reddito applicando all’ammontare dei ricavi il coefficiente di redditività del 25%. L’opzione è vincolante sino a revoca, da esercitare nella casella 2, e comunque per almeno un triennio.
Infine, nel quadro VS è stato previsto il campo 8 per segnalare che la dichiarazione della controllante è munita del visto di conformità – o della sottoscrizione del soggetto incaricato della revisione legale dei conti – e della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietàattestante la sussistenza delle condizioni individuate dall’art. 38-bis, co. 3, lett. a), b) e c), del D.P.R. n. 633/1972: conseguentemente, i campi successivi sono stati rinumerati, mentre quelli riservati ai contribuenti virtuosi sono stati eliminati.
fonte: notiziefiscali.it